|
|
|
Slavonia e BaranjaParte più orientale della Croazia del Nord, chiusa tra Ungheria, Jugoslavia e Bosnia-Erzegovina, è una delle zone più fertili d'Europa la Slavonia e la Baranja meritano, infatti, l'appellativo di "granaio" della Croazia.
Il florido paesaggio è caratterizzato da vaste distese di campi coltivati a mais e frumento e da zone collinari coperte da sconfinati vigneti o boschi di querce secolari. Abitata dagli illiri, mescolatisi con i celti scordisci, l'attuale Siavonia con la Baranja venne in contatto con il mondo romano nel II secolo a.C. I romani impiegarono più di duecento anni per sottomettere gli abitanti di questa regione da loro chiamata Pannonia. Dal 402 la Pannonia fu invasa prima dai goti, poi dagli unni, dai visigoti, dai burgundi, dai gepidi, dai longobardi, dai sarmati e infine dagli avari; quando giunsero gli slavi, ben poco era rimasto dell'organizzazione romana e il territorio, da allora chiamato Slavonia, era quasi disabitato. Nel 925 s’instaurò il regno dei Sovrani Croati, durato fino al 1097 quando Colomanno conquistò anche la Siavonia e diede inizio al regno ungherese-croato. In seguito alla battaglia di Mohacs nel 1526, la Siavonia entrò a far parte dell'impero ottornano fino al 1689. Per evitare le continue lotte tra le terre del sultano e quelle del Sacro Romano Impero, sono stai istituiti i Confini Militari (Vojne Krajine). Nel 1991, allo scoppio dell'ultimo conflitto, l’esistenza di villaggi abitati da serbi creò il pretesto per l'occupazione serba della Slavonia. Nel 1995, grazie alle Nazioni Unite, il controllo della Slavonia è ritornato ai croati, Anche se i segni della guerra sono ancora visibili lungo il confine e particolarmente a Vukovar, si stanno facendo enormi sforzi di ricostruzione: la regione merita una visita per il suo patrimonio storico e artistico. Il paesaggio naturale è splendido.
|